La definizione per spiegare un'opera fuori dal comune che ho trovato io è la seguente (si parla in questo caso di cinema). Un film superiore è un film che rimane lì, intatto e integro, assolutamente impermeabile alle offese del tempo, quando sono passati dieci o venti anni (meglio ancora se trenta o più). E' un'eroica statua che gli agenti atmosferici non riescono a intaccare, sebbene ci si impegnino con forza.
giovedì 30 agosto 2007
Film che restano
La definizione per spiegare un'opera fuori dal comune che ho trovato io è la seguente (si parla in questo caso di cinema). Un film superiore è un film che rimane lì, intatto e integro, assolutamente impermeabile alle offese del tempo, quando sono passati dieci o venti anni (meglio ancora se trenta o più). E' un'eroica statua che gli agenti atmosferici non riescono a intaccare, sebbene ci si impegnino con forza.
sabato 21 luglio 2007
Mare tra narrativa e cinema

Prima la narrativa. Ovviamente "Moby dick", che è un vero e proprio poema marino. Sicuramente il romanzo in cui il mare è il più vivo e credibile protagonista. A me comunque rimase impresso molto il mare procelloso di Salgari, forse perché quando leggevo i romanzi del nostro maestro dell'avventura mi trovavo in una fase della vita più ricettiva. Ricordo nitidamente il Corsaro Nero, accigliato, illuminato dalla tetra luce dei lampi caraibici, sferzato dalla furia del vento, aggredito dall'abbraccio mortale delle onde mugghianti, ammirato da ogni singolo uomo della sua ciurma e perfino dalla figlia del suo odiato nemico Wan Gould, Honorata, mentre con sommo sprezzo del pericolo tiene ferma la barra del timone della "Folgore", quasi sfidando la furia degli elementi a ucciderlo, perchè in quel caso il destino gli avrebbe fatto solo un piacere. Il mare in letteratura è per me il Corsaro Nero al timone della "Folgore" in una notte di tempesta. Se avrà tempo parlerò pure del mio mare nel cinema.
Cinema de li mortacci tua contro cinema cinema
Detesto il cinema metropolitano

La tecnologia uccide il passato. Nel senso che come il progresso tecnologico ci ha reso incapaci di abituarci a vecchie condizioni di vita preindustriali; così il progresso tecnico del cinema ha distrutto la nostra capacità di godere dei vecchi film. La velocità attuale ha distrutto la lentezza antica, le colonne sonore moderne quelle di una volta. Allo stesso risultato hanno condotto i movimenti delle sofisticate macchine da presa attuali, il nuovo modo di intendere e usare la fotografia, il montaggio, gli effetti speciali. Il nuovo modo di percepire il cinema ha reso obsoleto quello di una volta. E' un bene? Siamo più contenti con il cinema attuale di come eravamo una volta con quello classico? Alcuni tipi di domande hanno la caratteristica di rifuggire a ogni tipo di risposta. E questa credo sia tra quelle.
Dirò solo una cosa. Sto vedendo un film in dvd. “Crash”, quello premiato con l’Oscar. Lo trovo ben costruito, con situazioni interessanti e psicologie non banali. Tuttavia non riesco a vederne più di dieci minuti per volta. Lo vedrò interamente in dieci tentativi o più. Trovo sgradevolissima l’ambientazione metropolitana, l’angoscia del vivere attuale, le nevrosi dei personaggi, tutto il brutto collegato alle luci della città attuali, che sono ben diverse di quelle dei tempi di Chaplin. Questo film non è un caso isolato. Ho visto di recente parecchie storie simili che mi hanno comunicato gli stessi sentimenti negativi. E’ tutto un piangersi e un parlarsi addosso. E’ tutto un susseguirsi di cupe e avvilenti vite da chat line notturne. Ho detto a mio fratello, che è quello che affitta i dvd e poi li passa a me, di non prendere per nessuna ragione un film ambientato in una metropoli attuale. Prendesse invece storie che si svolgono sotto cieli limpidi e paesaggi a perdita d’occhio, dove non si vede nemmeno l’ombra di un grattacielo.
Film per camionisti

ho visto il film in dvd "la mia super ex ragazza" con Uma Thurman. Una idiozia terribile con super eroine nevrotiche, comunque l’ho visto tutto, e questo è già molto. Colgo l'occasione per fare una parentesi sui film in dvd che mi porta mio fratello (mi ha portato pure questo).
Allora, mio fratello lavora in un’azienda di gas dove vanno a caricare parecchi camionisti. C’è un personaggio che produce dvd piratati e dato che il grosso della clientela è composto da camionisti, è chiaro che questo personaggio sceglie i titoli cinematografici che ritiene possano piacere a questa categoria umana. Uno pensa: che film piaceranno ai camionisti? E si risponderà Sylvester Stallone, Schwarzenneger, roba di machos, ispettori Callaghan dal grilletto facile, omaccioni che usano le donne solo come arredamento.
Niente di più sbagliato. Mio fratello si presenta a casa con dvd di pistolere nel West, questo qui con i maschi a fare da tappezzeria alle super women. E poi Woody Allen, Pedro Almodovar, Lare Croft, Kill Bill, Cat woman, Elektre eccetera. In effetti il mondo a volte ci riserva notevoli sorprese.
sabato 16 giugno 2007
Il cinema moderno mi uccide

Prima una precisazione. Nell’attuale fase storica i dvd che mi arrivano non sono scelti da me, provengono da mio fratello, al quale sono passati da altri suoi conoscenti. In tutti i modi sono film recenti e noti, che hanno conosciuto un certo successo al box-office. Si potrebbe dire che in molti casi sono titoli rappresentativi, nel bene e nel male, della nostra epoca.
Dunque il film che cercavo di vedere l'altra sera era Mr. & Mrs. Smith con Brad Pitt e Angelina Jolie. Sapevo grosso modo di cosa trattava e non mi illudevo di trovarmi di fronte a un capolavoro della settima arte. Il mio obiettivo principale era di giungere alla fine del film, magari lustrandomi un poco gli occhi con qualche coscia generosamente mostrata dalla Jolie e qualche scena d’azione recitata da Pitt con onestà. Niente, non ce l’ho fatta. Dopo dieci minuti già vacillavo, ma ero decisissimo ad arrivare ai titoli di coda anche in fin di vita. Poi sono cominciate le scene di azione copiate dal più cretino videogioco. La Jolie che si butta, dopo aver ucciso un signore con l’hobby del sadomaso (sia lei che il marito Pitt sono killer, sia pure l’una all’insaputa dell’altro), da un grattacielo appesa a una specie di liana tecnologica allungabile, che la deposita dolcemente sul marciapiede una trentina di piani sotto in tempo per prendere un tassì. (Il tassista ovviamente non batte ciglio vedendo questa bonazza che digrada da altezze proibitive appesa a un filo e chiede semplicemente dove la debba portare).
Brad Pitt è un filo più scanzonato e fracassone, ma pure lui spara bazookate assassine e usa congegni che non si sognerebbe nemmeno Paperinik rifornito da Archimede Pitagorico.
Sono rimasto avvinghiato alla poltrona, con la mezza idea di legarmi in quel posto come Ulisse all’albero della nave in prossimità dello scoglio delle Sirene. Mi sono sorbito qualche altro inseguimento con le auto, qualche altro po’ di stronzate alla Charlie’s Angels del gruppo tecnologico di cui serviva la Jolie, qualche sparatoria con Pitt protagonista e infine, al cinquantesimo minuto di visione di questa boiata cinematografica, ho detto basta: nessuno dovrebbe soffrire così. Ho spento il lettore dvd e mi sono dichiarato sconfitto.
Credo che siano almeno una dozzina i film che non sono riuscito a vedere nell’ultimo periodo. Ho stimato che siano almeno il doppio di quelli che ho seguito sino alla fine (e sia chiaro che il fatto che io veda un dvd interamente non significa che mi sia piaciuto).
Il penultimo film che non ho visto è stato Into the blue con Jessica Alba, storia di tesori da ritrovare ai Caraibi… Curiosamente la Alba sembra somigliantissima alla Jolie, stesse labbra rifatte, stesso sguardo altero da maliarda che ha fatto domanda per entrare negli X-Men, identica abbronzatura di coscia: sembra che a Hollywood le starlette le sfornino in serie, magari l’era dei Replicanti è già iniziata e non ce ne siamo accorti.

