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sabato 21 luglio 2007

Il cinema catastrofico


Ho visto un film stasera che m ha divertito molto La tragedia del Poseidon, rifacimento di un notevole kolossal catastrofico degli anni 70 con Gene Hackman e Ernest Borgnine. Questo film era sicuramente inferiore all’originale dal punto di vista della psicologia dei personaggi e della storia in generale, ma ho potuto goderlo con effetti speciali per me irraggiungibili in passato (non è che disponga di un grande arsenale visivo: un onesto televisore 28 pollici Mivar, un lettore dvd pagato 30 euro e un paio di cassettine con sub-woofer pagate anch’esse 30 euro… ma vi assicuro che i risultati sono sorprendenti e del tutto soddisfacenti, almeno per le mie tasche). Stasera ho avuto quello che ho sempre cercato nel cinema, ossia l’avventura. Il cinema per me è rimasto ciò che era tanti anni fa, quando da ragazzo mi sedevo in qualche scomoda poltrona di un cinema di periferia e aspettavo che l’avventura iniziasse sullo schermo e mi risucchiasse in essa. Ovviamente qualcuno avrà notato che la trama affrontava una di quelle storie di sopravvivenza che prediligo.

Le due versioni di "Blade runner"


Ancora su “Blade runner” per rispondere ad Alice in the world. Volevo scrivere un lungo commento su questo film davvero epico del panorama cinematografico, ma poi ho pensato che questa sarà l’occasione per scrivere il post su questa storia come meditavo di fare da tempo (in tutti i modi pure questo commento verrà lungo, credo). Lo farò al più presto, non so se già nel prossimo articolo. Qui posso dire soltanto che io, a differenza di quello che si dice in giro, preferisco di gran lunga la versione originale del film, quella del 1982. E’ la versione con la voce fuori campo di Deckard, il personaggio interpretato da Harrison Ford (la voce del narratore a mio avviso dava un tocco che faceva molto Marlowe, molto indicato al film… anche se è possibile che nella copia americana la voce di Harrison Ford non sia efficace come quella del bravissimo doppiatore che lo fa parlare in Italia). L’altra grande differenza tra la versione originale e quella detta “Director’s Cut” - cioè ottenuta con alcune scene tagliate contro il volere del regista Ridley Scott - è che nella seconda versione Deckard/Harrison Ford è un replicante. Lo si scopre quando sogna un unicorno e trova un origami a forma dello stesso mitico animale costruito dal personaggio chiamato Gaff, il quale così mostrerebbe di conoscere in anticipo i prevedibili sogni indotti di un replicante. Secondo me il fatto che Harrison Ford sia un replicante è un errore madornale, perché toglie il principale motivo di fascino del film, e cioè l’amore tra l’essere umano e quello artificiale (tra Deckard e Rachel).

Non mi convince nemmeno tutta questa aspirazione al dark e non mi riconosco nell’equazione secondo cui tutto ciò che è buio è meglio di ciò che non lo è (bisogna comunque segnalare che le differenze tra la versione originale di “Blade runner” e quella successiva sono davvero minime. Infine c’è da rilevare che per l’anno prossimo è prevista un’ulteriore variante di questo film. Si chiama “Final Cut” e sinceramente ignoro che diavolo ci possano inserire di rivoluzionario per giustificare il lancio sul mercato dell’ennesimo prodotto tratto dalla stessa pellicola. (L’esistenza di tante versioni tuttavia attesta il successo ininterrotto di questo film presso varie generazioni di spettatori.) A presto con il post promesso.

Spider-man a cinema


Concordo con te, cara elle, sul fatto che il film sui Fantastici Quattro non mi abbia dato le stesse emozioni del fumetto. Chiunque fossero i quattro estranei che si muovevano sullo schermo, non erano certo gli eroi della mia fanciullezza. Anche tutti gli altri film sulla Marvel hanno fallito, in tema di emozioni, allo stesso modo, con un’eccezione. I due film sull'Uomo Ragno (ora Spider-man) mi hanno regalato sensazioni che credevo dimenticate, specie il secondo.

I personaggi d Spider-Man, a cominciare da Peter Parker, non mi hanno dato l’impressione di alieni. J.J. Jameson era esattamente il giornalista avaro e simpaticamente carogna creato da Stan Lee. Anche Zia May andava piuttosto bene. Mary Jane, pur essendo fisicamente un po’ diversa dalla ragazza che ricordavo, rendeva bene la psicologia della figura originale disegnata da John Romita e dai suoi successori con la matita.

Ma la cosa che mi ha davvero stupito, l’elemento che ero assolutamente convinto che non si potesse mai riprodurre a cinema, nemmeno in modo rozzo, sono stati i voli di Spider-Man tra i grattacieli di New York appeso a una ragnatela. Le sue capriole a trenta piani dalla strada. Quegli allegri salti mortali da scavezzacollo fatti nel mezzo di battute sfrontate rivolte a nemici mortali ai poteri impressionanti.

Penso che soprattutto in Spider-Man 2 queste realizzazioni spettacolari abbiano trovato il loro apice. Sono rimasto a bocca aperta per tutto il combattimento tra l’Uomo Ragno e il suo avversario tentacolare, provando quasi il desiderio di battere la mani come un bambino quando zia May era in bilico su un cornicione, o quando il nostro eroe precipitava con molto realismo verso la strada, salvo aggrapparsi all’ultimo momento a un’asta da bandiera. Lì mi pareva davvero di riprovare antiche emozioni ormai cadute nell’oblio. :-))

Jurassic Park adattato


Scusa, hai mai visto “Jurassic Park”? C’è una scena nella prima parte del film in cui il matematico Ian Malcolm, interpretato dal bravo attore Jeff Goldblum, dice, esasperato dal fatto che nell’escursione inaugurale del parco non si veda manco l’ombra di velociraptor e compagnia bella: “Senta, è previsto che si vedano dinosauri nel suo parco di dinosauri?” (la frase è rivolta al miliardario John Hammond proprietario del Jurassic Park). Allo stesso modo io potrei chiedere a te, distratta bionda onirica: E’ previsto che si veda qualche filmato di spogliarello prima della notte dei tempi, nel tuo sito di spogliarello?”. Non è che ti faccio fretta, sono una persona educatissima, quando sono in fila alla posta mi farei uccidere piuttosto che passare davanti a qualcuno che aspetta prima di me… semplicemente domando per una legittima curiosità umana.

I figli degli uomini


Visto il film di fantascienza "I figli degli uomini". Senza infamia e senza lode. Me lo sono visto tutto e questo è già un buon segno. Bella l'atmosfera decadente di un mondo moribondo in cui le donne sono diventate sterili e non ci sono bambini. Manca la storia d'amore, manca il finale positivo, manca la speranza di un mondo migliore, manca l'eroe, limpido e cinematografico, pieno di difetti e insicurezze, ma eroe. Insomma, mi ha soddisfatto a metà. Il "sottosuolo" va bene, la cupezza va bene, la società agonizzante va bene, ma dov'è l'Harrison Ford di "Blade Runner"? Dove sono i replicanti Rachel e Roy? In una parola, avrebbe detto Cher: Dov'è l'amore?